Il sistema ferroviario

TAV-1OCCORRE PREDISPORRE UN PIANO DI COMPLETAMENTO DELLE INFRASTRUTTURE FERROVIARIE ITALIANE

Il Governo dovrebbe indirizzare le Società per Azioni RFI e Trenitalia affinché la prima, che non deve ubbidire esclusivamente a logiche di mercato, sia integrata strettamente con le politiche ferroviarie del Ministero delle Infrastrutture e la seconda possa affrontare il mercato, che si preannuncia molto agguerrito, con maggiore autonomia e quindi con ricadute benefiche sulle spese degli utenti”.

Si dovrebbe puntare inoltre  all’unificazione di tutte le società di servizi (Italfer, Ferservizi, FS Logistica, FS Sistemi urbani, Fercredit, Grandi Stazioni, Centostazioni, Sogin)  per risparmiare sui costi di produzione e sulle spese generali, in modo da ottenere consistenti riduzioni delle spese di gestione; ad attuare una precisa perimetrazione dei servizi universali ai sensi dell’art. 2 comma 253 della legge 24/12/2007, n. 244; e a predisporre un piano pluriennale di completamento delle infrastrutture ferroviarie italiane previste nel Piano Nazionale dei Trasporti e facenti parte della rete europea, avviando gli studi di fattibilità, la progettazione e quindi la realizzazione della AC/AV  tra Napoli e Palermo”.

“L’assetto societario  delle FS, dopo la trasformazione in società per azioni, ha determinato conseguenze positive ma anche negative nella gestione, soprattutto nei territori deboli del Nord e in tutto il Sud, essendo prevalse esclusive logiche di mercato rispetto alle strategie contenute nei programmi di Governo. Attualmente sono in esercizio circa 1000 km di rete ad alta velocità esclusivamente ubicati nel centro Nord, con il Mezzogiorno tagliato completamente fuori da tale offerta”.

“Le nostre infrastrutture ferroviarie, se completate, potranno essere favorite dal trovarsi in diretto rapporto con i tre corridoi principali del traffico ferroviario europeo: corridoio ex 5 Lisbona-Kiev, corridoio ex 1 Berlino-Palermo e corridoio ex 8, che il Governo italiano fa partire da Napoli verso Bari e proseguire nei  Paesi balcanici Grecia compresa”.

“Per inserirsi nel suddetto quadro europeo ed internazionale risulta improcrastinabile predisporre un piano di completamento delle infrastrutture ferroviarie italiane,  contenute nel Piano Nazionale dei Trasporti e facenti parte delle rete europea”.

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