Premessa di Misiti sul Piano di Assetto Idrogeologico

PAI_HomeIl Piano Stralcio di Bacino per l’assetto idrogeologico (PAI) previsto dal DL 180/’98 (Decreto Sarno) è finalizzato alla valutazione del rischio di frana ed alluvione ai quali la Regione Calabria, per la sua specificità territoriale (730 Km di costa), ha aggiunto quello dell’erosione costiera. Il Piano, come sancito dalla legge 11/12/00 n. 365, art. 1bis comma 5, ha valore sovraordinatorio sulla strumentazione urbanistica locale; ciò significa che, a partire dagli elaborati del PAI di pertinenza di ciascun Comune, occorre procedere alle varianti del Piano Regolatore Generale.

Il programma regionale sulla difesa del suolo che ha avviato l’iter del PAI, è stato approvato con delibera della Giunta Regionale n. 2984 del 7 luglio 1999, riportando il coordinamento e la redazione all’interno dell’Autorità di Bacino Regionale.

La legge sulla difesa del suolo, approvata dal Parlamento Italiano nel 1989 con il numero 183 e realizzata sulla base della relazione del più importante gruppo di studiosi della materia coordinato dal compianto Prof. Giulio De Marchi, ordinario d’Idraulica del Politecnico di Milano, ha stabilito tra l’altro di trattare i problemi idrogeologici con una visione nuova fondata sul bacino idrografico e non più sulla singola asta fluviale.

Una tale rivoluzione e visione, stabilite per legge, hanno sancito quanto nei decenni precedenti gli studiosi del ramo avevano elaborato. La stessa legge 183/89 e le successive modificazioni hanno previsto la costituzione delle Autorità di Bacino Nazionali, Interregionali e Regionali.

La Regione Calabria avrebbe dovuto costituire l’Autorità di Bacino Regionale già negli anni ’90 e non l’ha fatto; ciò ha determinato, così come è avvenuto per le altre Regioni

meridionali, un’enorme disparità di trattamento con quelle del Centro-Nord, le quali avendo

costituito le Autorità di Bacino Nazionali hanno acquisito notevoli risorse finanziare ed hanno permesso un rilevante vantaggio temporale rispetto a quelle meridionali.
In altri termini si è avuto per circa un decennio un ulteriore fattore di  distacco tra Nord e Sud della penisola.

Negli anni 2000-2003 si è proceduto, non solo alla costituzione delle Autorità Regionale, con attivazione dei Comitati Istituzionale e tecnico, ma anche delle strutture tecniche, che hanno consentito di recuperare il tempo perduto almeno per quanto riguarda la redazione dei piani di settore, facenti parte del futuro e più generale Piano di Bacino.

La Calabria si è mossa bene e , con proprie risorse professionali ed economiche, ha redatto il  Piano Stralcio per l’Assetto Idrogeologico nel rispetto della tempistica stabilita dalle leggi.
Va notato anche che tale aspetto non ha impedito di realizzare un elaborato tecnico di elevata qualità, che costituisce uno strumento di programmazione territoriale fondamentale per il futuro della Regione Calabria. Basti pensare che tutti i Piani Regolatori Comunali vanno rapportati a tale strumento e nello stesso tempo sono state finalmente definite le perimetrazioni con i quattro livelli di rischio di frana, di alluvione e di erosione costiera, che impediscono per il futuro ogni abusivismo.

I protagonisti di un tale evento, oltre alle Istituzioni Regionali, Provinciali e Comunali, il CNR, i dieci consulenti esterni, sono stati i giovani professionisti dell’Autorità di Bacino Regionale. Trattandosi anche di norme di salvaguardia, va segnalata la serietà con cui i sindaci e le Amministrazioni Comunali, i Presidenti e le Amministrazioni Provinciali, che, superando ogni visione particolaristica, hanno collaborato alla redazione del Piano, e nei relativi ruoli, hanno contribuito alla sua approvazione.

Aurelio Misiti

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