Infortunio per mancata manutenzione su funi e catene: colpevoli il DL e l’RSPP

Datore di lavoro e RSPP sono stati giudicati colpevoli di omessa manutenzione e controllo su funi e catene.

È questo il verdetto della Cassazione Penale nella sentenza del 28 Novembre 2022, in merito all’infortunio di un lavoratore in quota che operava all’interno di un cestello munito di cinture di sicurezza e coadiuvato dal basso da un collega.

L’incidente si è verificato quando le catene che consentivano alla piattaforma di muoversi verticalmente si sono spezzate, facendo precipitare la stessa. Fortunatamente, poiché il lavoratore indossava le cinture di sicurezza, non è stato sbalzato fuori, ma il contraccolpo della discesa gli ha provocato la frattura di entrambe le gambe.

Secondo l’accusa, il datore di lavoro e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, sarebbero responsabili dell’infortunio per aver omesso di disporre le “visite di controllo trimestrali su funi e catene” e non hanno rispettato l’obbligo di legge, specificato nell’articolo 71, comma 3 del Decreto Legislativo numero 81 del 9 aprile 2008. 

La sentenza d’appello ha stabilito che l’art. 71, comma 3, del D.Lgs. 81/08, secondo cui le attrezzature di lavoro, elencate nell’Allegato VII al medesimo decreto, siano sottoposte a verifiche periodiche volte a valutarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza, avesse una valenza più generale rispetto al caso in esame. 

Ma in ragione di quanto previsto nell’Allegato VII del Decreto, la norma impone comunque l’adozione di tutte le cautele necessarie a eliminare o almeno a ridurre i rischi connessi alle attrezzature da lavoro. 

Il tribunale ha quindi concluso che il datore di lavoro e l’RSPP dovessero essere ritenuti responsabili del reato penale per «aver consentito l’impiego» della piattaforma sebbene la stessa non fosse stata «adeguatamente monitorata».

La manutenzione è una questione di civiltà. Prendersi cura del posto di lavoro è segno di buona condotta. Questo episodio ha dimostrato, ancora una volta, la necessità di valutare e confermare che tutti i componenti siano in ordine per garantire la massima sicurezza nell’ambiente di lavoro.

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