Strage di Ustica: Stato condannato da una sentenza che ribalta il parere dei tecnici

I ministeri della Difesa e dei Trasporti sono stati condannati a pagare 330 milioni di euro per risarcire la compagnia aerea Itavia, proprietaria del Dc9 che il 27 giugno del 1980 esplose in volo nella strage di Ustica portandosi via la vita di 81 persone fra passeggeri e membri dell’equipaggio. A stabilirlo, come scrive il Sole 24 Ore, è stata la Corte d’Appello di Roma con una sentenza pubblicata il 22 aprile scorso. “Una sentenza stupida e inaccettabile basata sulle cronache dei giornali”. A dirlo all’AdnKronos è il Prof. Ing. Aurelio Misiti, Presidente del CNIM ed ex Presidente della Commissione Peritale che si avvalse della collaborazione dei maggiori esperti nazionali e internazionali, commentando la sentenza. “A dare avvio a queste sentenze civili – spiega Misiti – è stato un giudice onorario, cioè un avvocato in pensione, che ha determinato la prima sentenza a cui tutti gli altri hanno dato ragione incalzati dall’opinione pubblica del tempo. Queste sentenze non hanno stabilito chi aveva sparato il missile, eppure hanno emesso una pronuncia di colpevolezza inaccettabile”. In “un Paese serio – aggiunge Misiti – non ci dovrebbero essere due sentenze, una penale e una civile, contraddittorie. Quella civile non si è basata sulle conclusioni degli esperti del collegio peritale ma ha semplicemente raccolto dati giornalistici ed
emesso una sentenza sbagliata”.
La “Commissione peritale da me presieduta – prosegue Misiti – concluse che la strage di Ustica non aveva assolutamente nulla a che fare con un missile e che l’unica soluzione spiegabile tecnicamente era quella di una bomba collocata dietro una delle toilette dell’aereo”.
Conclude Misiti: “L’unico rapporto valido è quello del collegio peritale che ha lavorato quattro anni e ha portato a una conclusione inconfutabile da un punto di vista tecnico. La causa è stata questa, una bomba a bordo, ma non lo vogliono capire, e adesso Itavia gongola per una sentenza stupida”.