Il progetto di sistema per il Sud in Italia e per l’Italia in Europa

Ponte

Il progetto di sistema per il Sud in Italia e per l’Italia in Europa, predisposto in collaborazione da SVIMEZ, ANIMI, CNIM e ARGE, prende spunto dalla necessità di superare la fase di un Paese diviso tra un Centro-Nord produttivo e un Sud assistito. L’obiettivo principale è di costruire un secondo motore al Sud (Southern Range), cioè un nuovo organico sistema territoriale logistico-produttivo, per costituire il principale ingresso a Sud (The South Gateway) dell’Unione Europea.

Il progetto riprende e rende attuali la visione e l’esperienza di Adriano Olivetti e la tradizione dello SVIMEZ di Morandi, Saraceno e Pescatore. Vi è poi l’approccio di ARGE che, con il Dialogo Progettuale, ha coinvolto alte personalità del sapere, che hanno apportato idee nuove, di cui il testo ha assorbito la parte migliore. Tali personalità portano i nomi di Paolo Fossati, Laura Olivetti, Alvar Alto, Cesare Brandi, Emilio Segrè, Rita Levi Montalcini, Umberto Vattani e tantissimi altri della stessa levatura intellettuale. ARGE ha così ispirato il rinnovo della cultura del progetto, portandola all’altezza della migliore conoscenza umanistica e scientifica del nostro tempo.

Vi è stato, inoltre, il contributo storico di ANIMI, l’Associazione Nazionale per gli interessi del Mezzogiorno d’Italia fondata nel 1910, che ha riunito per oltre un secolo eminenti personalità quali Antonio Fogazzaro, Umberto Zanotti Bianco, Giustino Fortunato, Benedetto Croce, Luigi Einaudi, Domenico Menichella e tanti altri intellettuali. ANIMI considera la soluzione della questione meridionale come premessa obbligata per lo sviluppo economico, sociale e civile dell’Italia; anticipa di decenni l’intervento straordinario; interviene sulla scuola, sulla ricerca scientifica e sulla tutela del patrimonio archeologico magno-greco.

Vi è ancora il contributo culturale-scientifico del CNIM, il Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione fondato il 4 maggio del 1990, voluto dai Ministri Antonio Ruberti e Guido Bodrato, dal CNEL, da ENI e dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Roma La Sapienza, che ha avuto l’incarico di presiederlo con il Preside Aurelio Misiti. I soci fondatori ENI, FIAT, ANAS, UNI e CEI hanno dato un particolare contributo per introdurre in Italia la cultura della Manutenzione nonché il concetto di Qualità da perseguire nei processi costruttivi industriali.

Il testo del progetto di sistema presentato non intende sostituire il Recovery Plan del Governo ma vuole soltanto suggerire le modalità di un sistema che per il Sud può risultare decisivo. Propone infatti tre soli progetti principali realizzabili entro il 2026:

  1. Le ZES e il Sistema della nuova portualità;
  2. La ridefinizione della Mobilità a grande scala, con AV/AC, in cui è previsto il Ponte sullo Stretto con il progetto aggiornato, come parte integrante;
  3. I Cluster territoriali innovativi integrati con nuovi stili di vita.

Il presente progetto di sistema consente di inserire nuove proposte progettuali nel tempo, sempre però con una visione unitaria sistemica al fine di superare l’assistenzialismo facendo emergere tutte le energie intellettuali, umane e culturali-scientifiche, da utilizzare nelle regioni meridionali dell’Italia, riconosciute ormai come regioni meridionali dell’Europa.

Scarica il progetto integrale:

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