Presidente Misiti: “Completare le realizzazione dei corridoi europei passanti per l’Italia: il Ponte sullo Stretto è la soluzione”

Aurelio Misiti

Il Presidente del CNIM Aurelio Misiti, in un’intervista a cura di Giovanni Pepi, ha esposto le potenzialità e i vantaggi della costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, del quale si torna a discutere al Governo e per il quale sta aumentando il consenso. Mentre in Turchia prosegue la costruzione del Ponte sullo Stretto dei Dardanelli, tra le città di Gallipoli e Lapseki, nella provincia di Canakkale. Una volta completato, nel 2022, sarà il più grande ponte della Turchia e il più lungo ponte sospeso al mondo, superando di 32 metri il Ponte sullo Stretto di Akashi in Giappone.

”Gli obbiettivi dell’Europa del nuovo corso post Brexit per il nostro Paese sono noti: ridurre, e in prospettiva annullare, le differenze sociali ed economiche dei territori” ha dichiarato il Presidente, riferendosi alla necessità di interventi nel Mezzogiorno. “C’è da completare le realizzazioni dei corridoi europei passanti per l’Italia. In particolare l’ex corridoio n° 1, oggi modificato in 5, che finisce a Malta anziché a Palermo e che collega il mare del Nord con il Mediterraneo, presenta la criticità nell’attraversamento dello Stretto di Messina, che sarà superata con la costruzione del ponte” ha chiarito Misiti.

“Per superare il gap tra Nord e Sud l’Italia riceverà più fondi europei rispetto agli altri Paesi – ha continuato il Presidente – I Lavori Pubblici ubbidiscono alle leggi descritte che vanno rispettate da tutti gli italiani, compresi i governanti. Una legge speciale di abrogazione delle normative attuali non mi sembra realistica. Il caso Genova è irripetibile.”


“Abolita la legge obiettivo, e quindi la figura del general contractor, vanno seguite le norme europee sui progetti e sugli appalti che l’Italia ha adottato – ha specificato Misiti – In base alle normative vigenti la Commissione Ministeriale ha seguito le indicazioni europee, fornendo ad ANAS e Ferrovie dello Stato gli argomenti per gli studi di fattibilità su almeno tre soluzioni progettuali.”

Il Presidente Aurelio Misiti ha poi spiegato la procedura: “Il Committente, cioè ANAS e Ferrovie dello Stato, eseguirà tre progetti di fattibilità tecnica ed economica delle varie soluzioni per individuare quella che presenta il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettività. Individuata la soluzione migliore, si passa alla redazione del progetto definitivo da presentare al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per il necessario e obbligatorio parere; quindi si farà la gara, con appalto a misura. In 3- 4 anni il Ponte potrà essere costruito.”

“Si ordineranno i diversi componenti a fornitori specializzati – ha concluso il Presidente – che, lavorando in parallelo, per una certa data dovranno portare al cantiere di assemblaggio di Messina il prodotto finito. Si può prevedere un coinvolgimento notevole dell’acciaieria ex ILVA di Taranto e di altri cantieri italiani, visto che il 75% del costo totale del ponte appartiene all’acciaio.”

Per leggere l’intervista completa rimandiamo al blog di Giovanni Pepi. Si tratta della prima parte di un’intervista che consta di altre due parti, che verranno diffuse entro mercoledì prossimo.

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