Il Mezzogiorno può rinascere

Bronzi.mm

Illustrazione di Marina Misiti

Negli ultimi numeri della rivista abbiamo trattato ampiamente le problematiche di due Regioni del Nord Italia con una particolare attenzione, anche affettuosa, verso le  bellissime città di Venezia e Genova.
La nostra rivista, profondamente cambiata tratterà i problemi drammatici del SUD  Italia , che storicamente ha rappresentato la civiltà mediterranea e la ricchezza culturale delle colonie greche .
Descriveremo le attuali gravi problematiche dei territori, ma vogliamo porre l’accento sopratutto sugli aspetti positivi di essi e sulle grandi potenzialità contenute nelle società civili meridionali.
Oggi notiamo con sommo dispiacere che le Regioni Campania, Basilicata, Abruzzo , Puglia e Calabria, sono contenitori di un tesoro nascosto per l’Italia e l’Europa. Ad esempio :quanti tesori archeologici,storici e ambientali sono presenti in Calabria? Sono tantissimi e sconosciuti ai più. Il patrimonio archeologico e’ semplicemente straordinario.
Sibari,Villapiana,Crotone,Caulonia,Locri,Reggio nonché le sub colonie tirreniche come Taureana,Medma,Ipponium e altri innumerevoli siti, contengono tutte tesori inestimabili. In quelle località Pitagora insegno’per ben nove anni ai giovani romani, che a Crotone frequentavano i suoi corsi spettacolari di filosofia e matematica.
Egli si servì dei numeri per stabilire regole, che ancora oggi dominano l’industria del sapere universale.
A Locri nacque il diritto antico.
Veri gioielli medioevali sono oltre trecento borghi della Regione, di cui almeno venti sono al top nel pur ricchissimo panorama italiano. Tra essi spiccano Gerace,Tropea,Altomonte,Civita,Stilo,Roccella,Nicotera,Amantea,Tiriolo,San Giorgio Morgeto,nonché interi quartieri di CZ,CS,RC,VV,Kr e San Giovanni in Fiore e tanti altri.
Tutti insieme costituiscono un patrimonio ineguagliabile e di inestimabile valore. Così si può scrivere di tutto il SUD. Le risorse umane sono immense; esse vanno utilizzate assecondando i giovani nelle loro innovative aspirazioni.

Queste sono le ragioni che ci inducono a credere che la Calabria e le altre Regioni del SUD possano raggiungere posizioni alte della classifica per produzione di beni e prodotto interno lordo.
Lo Stato non deve continuare nella politica assistenziale, che non risolve i problemi di oggi come non ha risolto i problemi atavici regionali. I meridionali rinuncino a tale politica.
Vanno praticate invece politiche di semplice stimolo alla crescita dell’economia e va favorita la libera iniziativa dei suoi cittadini.
La speranza è alimentata anche da alcuni episodi positivi ma siamo ancora lontani dalla cultura operosa di altri cittadini del Nord Italia.La classe dirigente locale non ha una visione moderna della realtà del Sud.Essa si oppone a ogni iniziativa tendente a produrre più ricchezza, salvo poi lamentarsi per la diffusa povertà.
Si deve voltare pagina: in primo luogo occorre dotare il Sud di moderne infrastrutture di trasporto e di comunicazione.Presentiamo nella rivista proposte serie su ferrovie , autostrade,porti e aeroporti. Vogliamo così suggerire di manutenere il territorio disegnando su di esso le stesse vie di comunicazioni del resto d’Italia e passando dal tradizionale abusivismo edilizio a un modo ordinato di utilizzo del territorio, che mette al centro dell’interesse dei cittadini il recupero dei borghi abitati e non l’espansione selvaggia spesso praticata.

I Governi regionali si orientino in questa direzione e noi saremo felici di applaudire.

Ancora ad esempio la nuova Giunta della Calabria,formata da intellettuali esterni al Consiglio, potrebbe diventare esemplare per invertire la rotta.

Aurelio Misiti