Il nuovo regolamento del Lazio in materia di conduzione, manutenzione, controllo e ispezione degli impianti termici

Entrerà in vigore a partire da fine marzo 2021 il nuovo regolamento in materia di conduzione, manutenzione, controllo e ispezione degli impianti termici. Si tratta del Regolamento 23 dicembre 2020, n. 30 Regolamento di attuazione dell’articolo 21, comma 6 lettere a), b), c), d), g), h) ed i) della legge regionale 22 ottobre 2018 n.7 (Disposizioni per la semplificazione e lo sviluppo regionale) pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio n. 155 del 29 dicembre scorso.

Dall’entrata in vigore del regolamento (prevista per il novantesimo giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio) si intendono abrogate tutte le disposizioni in contrasto o comunque incompatibili con il regolamento stesso.

Il nuovo regolamento disciplina:

  •  le modalità di conduzione, manutenzione, controllo e ispezione degli impianti termici, nel rispetto della normativa vigente;
  •  i termini e le modalità per l’invio alle autorità competenti, da parte degli operatori, dei rapporti attestanti l’avvenuta manutenzione e il controllo degli impianti termici degli edifici;
  •  i requisiti degli organismi e dei soggetti cui le autorità competenti possono affidare le attività di ispezione di cui agli articoli 51, comma 1, lettera d) e 52, comma 1, lettera e), della legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e successive modifiche;
  •  le modalità di istituzione e gestione del catasto regionale degli impianti termici di cui all’articolo 10, comma 4, lettere a) e b), del decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74 (Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192) e successive modifiche;
  •  l’istituzione del tavolo tecnico regionale composto dai rappresentanti della Regione, della Città metropolitana di Roma Capitale, delle province e dei Comuni con popolazione superiore ai 40.000 abitanti ai fini dell’uniforme applicazione delle disposizioni di cui al presente regolamento;
  •  l’istituzione del comitato di indirizzo impianti termici composto dai rappresentanti di Regione, Anci Lazio, UPI Lazio, camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e delle organizzazioni e associazioni di categoria ai fini del coordinamento tra gli interessi delle categorie ivi rappresentate e di promozione e indirizzo di protocolli di intesa e campagne informative;
  • i limiti minimo e massimo del contributo di cui all’articolo 10, comma 3, lettera c), del d.p.r. 74/2013.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il Bollettino ufficiale della Regione Lazio del 29 dicembre

Il patto ferroviario di FS italiane per la mobilità anche tra le metropoli e i piccoli borghi

Il Gruppo FS italiane, con oltre 1800 cantieri attivi, punta a contribuire in maniera determinante alla connettività e allo sviluppo dell’Italia. L’obiettivo è incrementare sia i collegamenti dal nostro Paese verso l’Europa, che quelli tra le metropoli italiane e i piccoli borghi, assecondando le nuove esigenze dei viaggiatori in materia di maggiore sicurezza e la crescente richiesta di mobilità elettrica nei centri urbani. Alla luce di questo, il Gruppo FS Italiane sta re-ingegnerizzando il modello di offerta dell’alta velocità, per creare una rete di accessibilità diffusa che punti anche allo sviluppo dei piccoli e medi centri urbani e della loro riqualificazione più sostenibile.

Gli investimenti previsti riguardano l’intera Penisola. Nel Settentrione i principali sono il Terzo Valico dei Giovi e il prolungamento dell’alta velocità da Brescia a Verona (che poi raggiungerà Venezia). Il potenziamento della linea Milano-Genova prevede la realizzazione di 53 chilometri di nuova linea, di cui 37 in galleria. Mentre nel Mezzogiorno i maggiori investimenti riguardano la linea ad alta capacità Bari-Foggia-Napoli, che verrà completata entro il 2026. Sarà quindi possibile viaggiare tra Napoli e Bari in 2 ore, contro le 4 attuali.

Prevista anche la velocizzazione della linea Bologna-Lecce, tra le quali, entro il 2026, sarà possibile viaggiare risparmiando circa un’ora. È previsto un altro grande intervento strutturale nel Mezzogiorno: verrà velocizzata fino a 250 chilometri all’ora la linea Messina-Catania-Palermo. Previste infine l’innovazione e la riqualificazione delle stazioni di Roma Termini, Roma Tiburtina e quella degli ex scavi ferroviari di Milano, da Lambrate a Farini fino a Porta Romana, in cui sorgerà il Villaggio Olimpico per i Giochi invernali di Milano-Cortina 2026: durante la manifestazione vi alloggeranno gli atleti, per poi divenire un luogo di social housing e student housing, in chiave sostenibile.

L’Unione Europea e l’Italia verso lo sviluppo di tecnologie e sistemi dell’idrogeno

Il CNIM e l’Università degli Studi di Roma La Sapienza hanno consegnato gli elaborati finali alla società RFI, che li ha fatti propri. La Sapienza, l’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, l’Università della Calabria e il CNIM stanno lavorando da oltre un anno alla seconda convenzione con Trenitalia, che porterà a un risultato storico: verrà sperimentato il treno con doppia alimentazione elettrica dall’esterno e dall’interno.

Ciò consentirà, una volta che il combustibile idrogeno con celle a combustibile diverrà economicamente competitivo, la progressiva riduzione dell’alimentazione tramite pantografo, che di norma utilizza quella prodotta dalle centrali a combustibile fossile. Inoltre una regione come la Sardegna potrebbe trasformare le locomotive con trazione elettrica prodotta dal motore diesel con energia elettrica prodotta con idrogeno e celle a combustibile.

Giovedì 17 dicembre, nel corso dell’evento di lancio dell’IPCEI sull’idrogeno, è stato sottoscritto dai ministri di 22 Stati membri dell’Unione Europea (Italia compresa), più la Norvegia, il Manifesto per lo sviluppo di una catena del valore europea sulle tecnologie e sistemi dell’idrogeno. L’obiettivo è quello di garantire all’UE la leadership nello sviluppo della tecnologia sull’idrogeno.

Con questo accordo i governi firmatari si impegnano a collaborare per progetti di larga scala tramite lo strumento IPCEI, Importanti progetti di comune interesse europeo, sull’idrogeno. Si punterà quindi a: produrre idrogeno sostenibile (soprattutto da fonti rinnovabili), produrre elettrolizzatori a mezzi pesanti di trasporto a idrogeno (come navi, aerei e veicoli commerciali), sviluppare soluzioni per lo stoccaggio, la trasmissione e la distribuzione dell’idrogeno, e implementare le applicazioni industriali dell’idrogeno, per favorire la decarbonizazzione degli impianti industriali.

Ed è anche verso questa direzione condivisa che, lo scorso 23 dicembre, gli amministratori delegati di CDP (Cassa Depositi e Prestiti) Fabrizio Palermo, di Eni Claudio Descalzi e di Snam Marco Alverà hanno firmato una lettera di intenti per avviare una collaborazione strategica nella transizione energetica. Il protocollo di intesa verte su economia circolare, mobilità, biometano e idrogeno, con l’obiettivo di realizzare progetti concreti per permette all’Italia di ridurre del 55% le emissioni di Co2 per il 2030 per poi raggiungere il totale abbattimento nel 2050, come stabilito dall’Unione Europea.

Insieme CDP, Eni e Snam puntano a realizzare “progetti integrati in settori chiave per la transizione energetica come la filiera dell’idrogeno, dell’economia circolare, tra cui l’utilizzo del biometano, e la mobilità sostenibile.” La collaborazione verterà anche alla produzione e all’utilizzo di idrogeno nei trasporti ferroviari.

Eni contribuirà con la produzione di energia elettrica e di energie rinnovabili, Snam nelle infrastrutture, con elettrolizzatori per l’idrogeno, nello stoccaggio e nelle soluzioni logistiche, e CDP nell’ambito economico-finanziario e nella gestione dei rapporti con le istituzioni coinvolte nelle iniziative.

Per una mobilità più sostenibile, i tre Gruppi collaboreranno per la realizzazione di stazioni di rifornimento multifunzione a CNG (gas naturale compresso), LNG (gas naturale liquefatto) e idrogeno, e per creare infrastrutture per l’approvvigionamento di LNG su tutto il territorio nazionale, per i trasporti terrestri e marittimi.

Verranno anche decarbonizzati i settori industriali più critici, come quello delle raffinerie. Ciò verrà reso possibile dallo sviluppo di “Carbon Capture e Storage”, ovvero la cattura e l’immagazzinamento dell’anidride carbonica, per promuovere inizialmente la produzione di idrogeno blu, passando poi progressivamente all’idrogeno verde. Per questo motivo la cooperazione riguarderà anche la realizzazione di infrastrutture e le attività di ricerca e sviluppo per lo stoccaggio e il trasporto dell’idrogeno o della Co2.

 

Viadotto Polcevera: le cause del crollo secondo i periti

I periti del gip Angela Nutini, incaricati di redigere la relazione sulle motivazioni della tragedia del 14 agosto 2018 a Genova, in cui persero la vita 43 persone, individuano come causa scatenante del crollo del viadotto Polcevera “il fenomeno di corrosione a cui è stata soggetta la parte superiore del tirante Sud- lato Genova della pila 9.” Il documento, di 500 pagine circa, è stato redatto nell’ambito del secondo incidente probatorio, che deve decretare le cause del crollo. I quattro esperti hanno risposto ai 40 quesiti formulati dalla procura.

“Tale processo di corrosione – continuano i periti – è cominciato sin dai primi anni di vita del ponte ed è progredito senza arrestarsi fino al momento del crollo determinando una inaccettabile riduzione dell’area della sezione resistente dei trefoli che costituivano l’anima dei tiranti, elementi essenziali per la stabilità dell’opera.”

“Se i controlli e le manutenzioni fossero stati eseguiti correttamente, con elevata probabilità avrebbero impedito il verificarsi dell’evento – aggiungono i periti del gip nella relazione sulle cause della tragedia – La mancanza e/o l’inadeguatezza dei controlli e delle conseguenti azioni correttive costituiscono gli anelli deboli del sistema; se essi, laddove mancanti, fossero stati eseguiti e, laddove eseguiti, lo fossero stati correttamente, avrebbero interrotto la catena causale e l’evento non si sarebbe verificato.”

La conclusione che chiude la relazione non lascia adito a eventuali dubbi: “Non sono stati individuati fattori indipendenti dallo stato di manutenzione e conservazione del ponte che possano avere concorso a determinare il crollo.”

Un progetto di sistema: per il Sud in Italia e per l’Italia in Europa

Pubblichiamo due documenti relativi al “Progetto di Sistema per il Sud in Italia e per l’Italia in Europa,” elaborato congiuntamente da una pluralità di soggetti, variamente impegnati sui fronti della ricerca culturale, economica, sociale e territoriale, della tecnologia e della progettazione.

I documenti contengono: la “sintesi” essenziale delle proposte avanzate nel progetto e l’“analisi” nella quale sono dettagliate condizioni e fattibilità delle suddette proposte.

 

Controllo tecnico delle strutture metalliche: lunedì la prima lezione su Zoom

Si è svolta lunedì 21 dicembre, sulla piattaforma online Zoom, la prima parte del corso Controllo tecnico delle strutture metalliche, organizzato da Newcert e patrocinato dal CNIM. Le quattro ore di lezione (dalle 14.00 alle 18.00) hanno visto la partecipazione attiva di numerosi ingegneri, architetti e non solo, che hanno seguito con interesse le slide e la spiegazione puntuale del docente Claudio Coppa.

La seconda e ultima parte del corso è prevista per lunedì 28 dicembre, sempre dalle 14.00 alle 18.00. L’intero corso vuole essere un’occasione per valutatori nel settore costruzioni, progettisti e consulenti, di approfondire argomenti tecnici quali:

  • Marcatura CE EN 1090
  • Sistema di gestione per le saldature
  • Qualifica del personale
  • Controllo sui materiali

Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione a titolo gratuito e un attestato di profitto a pagamento.

Le iscrizioni, per poter frequentare la lezione di lunedì 28 dicembre, sono ancora aperte. Gli interessati possono contattare Newcert a uno sei seguenti recapiti:

  • email: formazione@newcert.it
  • tel: 06.89161068

Il MIT adotta le linee guida per la sicurezza di ponti e viadotti: ora criteri uguali per tutti

Venerdì 18 dicembre, la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli ha firmato il decreto che rende operative le Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti, che erano state pubblicate lo scorso 7 maggio dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

Le nuove regole forniscono le indicazioni per il controllo delle condizioni strutturali di ponti e viadotti, cavalcavia e opere similari, presenti lungo strade statali e autostrade gestite da Anas o dai concessionari autostradali. Con queste nuove linee guida vengono definite, per la prima volta in maniera unitaria e senza discrezionalità, le modalità di realizzazione, attuazione e gestione delle infrastrutture stradali e autostradali.

È prevista una prima fase sperimentale di un periodo non superiore ai 24 mesi, che sarà eseguita dal centro di competenza del Dipartimento della Protezione Civile, il Consorzio interuniversitario ReLUIS sotto la supervisione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.

“Un passo avanti fondamentale per la sicurezza e la prevenzione del rischio delle infrastrutture di proprietà dello Stato, e una piccola rivoluzione che riguarda sia il monitoraggio che l’efficacia della manutenzione delle opere pubbliche ogni giorno utilizzate dalle persone. – ha dichiarato la ministra Paola De Micheli – È questa la sostanza del Decreto che introduce per la prima volta nel nostro Paese linee guida unitarie e uguali per tutti per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio di ponti e viadotti.”

Pe ulteriori approfondimenti, è possibile consultare le linee guida.

In arrivo il Progetto di sistema per il Sud, per rilanciare le ZES, il Mezzogiorno e l’intero Paese

Sarà di prossima pubblicazione il Progetto di sistema per il Sud, presentato al Governo dall’ing. Aurelio Misiti, presidente del CNIM, dal prof. Adriano Giannola, presidente della SVIMEZ, Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno, e dall’arch. Pier Paolo Maggiora, ideatore e direttore del progetto Arge. L’investimento previsto è di circa 80 miliardi di euro.

Tra i vari punti affrontati nel progetto figura anche il rafforzamento delle ZES, Zone Economiche Speciali, recentemente consolidate nel Decreto Crescita, dove viene previsto lo stanziamento di 300 milioni di euro a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione per gli anni 2019-2020-2021.

Allo stato attuale, però, le ZES sono in una situazione di stallo per l’assenza dei decreti attuativi che possano rendere fattibile la semplificazione amministrativa e la partenza degli investimenti auspicati nel Decreto Crescita. Successivamente allo sblocco di questa situazione, sarà necessario renderle parte di un unico piano di sviluppo del Mezzogiorno, che preveda anche uno sviluppo di infrastrutture, sia ferroviarie che stradali, moderne e competitive: in questo modo potrà veramente ripartire il Sud e l’Italia Intera.

 

 

Ulrika Francke sarà la prossima presidentessa ISO, per il biennio 2022/2023

L’ISO, l’organizzazione nazionale per la standardizzazione, lo scorso 26 novembre ha annunciato l’elezione della svedese Ulrika Francke come prossima presidentessa, a seguito della votazione degli organi membri. Assumerà il nuovo incarico a gennaio 2022, allo scadere del mandato dell’attuale presidente keniota Eddy Njoroge, prestando servizio come presidentessa entrante nel corso del 2021.

La dott.ssa Ulrika Francke ha una lunga esperienza nella standardizzazione ed è attualmente in carica come vice presidentessa del SIS, l’istituto svedese per la standardizzazione membro dell’ISO. Prima di questo ruolo, dirigeva la BIM Alliance, il cui obiettivo è quello di sviluppare standard per i beni immobili e il settore edilizio. La sua carriera ha abbracciato sia il settore pubblico che quello privato. È stata la vicesindaca di Stoccolma e da allora ha lavorato come CEO di compagnie che operano sia a livelli nazionali che internazionali.

Ponte sullo Stretto: l’aggiornamento nel convegno Zoom organizzato dal Rotary Club

Si è svolto venerdì 27 novembre, alle ore 19.00, l’incontro su Zoom “Ponte sullo Stretto. Verso un rilancio per l’economia italiana e per rendere il Sud un ponte ideale per la crescita del Mediterraneo.” Il convegno è stato organizzato dai Rotary Club Nicotera Medma, da quello di Polistena e da quello di Gioia Tauro.

Dopo i saluti dei presidenti dei tre Rotary club, Mario Romano, Salvatore Auddino e Antonio Castellano, sono intervenuti l’ing. Aurelio Misiti, già presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici nonché presidente del CNIM, l’on. Silvia Vono, Senatrice e Vicepresidentessa VIII, Commissione Trasporti e Infrastrutture e l’ing. Giovanni Mollica, fondatore della Rete Civica per le Infrastrutture nel Mezzogiorno. Le conclusioni sono state a cura di Giovanni Petracca, assistente del governatore del Distretto Rotary 2100, e l’evento è stato moderato dal giornalista Giacomo Francesco Saccomanno.

“Già nel ’97 ho dato un parere sul ponte, me ne occupo almeno da 40 anni, ma la novità rispetto al passato – ha spiegato l’ing. Aurelio Misiti – è quello che sta succedendo in Europa, in particolare in Germania. L’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea è un’ostacolo, a Est c’è la Russia che non permette uno sviluppo verso quella direzione. Ecco quindi che l’unica via che rimane all’Europa è il Sud, il Mediterraneo.”

“Siamo il Paese frontiera verso l’Africa, futuro del Mediterraneo e futuro del mondo” – ha continuato il presidente del CNIM – Dobbiamo essere per primi vicini a questo continente per aiutarlo a sviluppare la democrazia e a utilizzare le materie prime nel suo territorio. L’Europa vuole che l’Italia si sviluppi e l’ha detto chiaramente: per sviluppare l’Italia dovete sviluppare il Mezzogiorno.”

L’ing. Aurelio Misiti ha poi ricordato che l’80% dei calabresi e dei siciliani sono favorevoli alla costruzione del ponte sullo Stretto e che si tratta di un’opera che fa parte di un progetto più ampio e strutturato di sviluppo del Mezzogiorno. Il ponte deve infatti essere inserito in un progetto di sistema che prevede lo sviluppo economico attraverso le ZES (Zona Economica Speciale), la TAV su Roma-Catania (3.30 h) e l’innovazione e la ricerca nella città metropolitana dello Stretto.

“Il ponte sullo stretto è una battaglia che sto portando avanti perché mi sembra un volano di sviluppo per l’Italia in Europa e non solo, ad esempio in Africa, dove guardano i grandi investitori – ha esordito l’on. Silvia Vono – “Il guaio della politica è quando l’ideologia si sovrappone a ciò di cui i territori hanno veramente bisogno.”

“Se ci fosse l’unanimità i tempi per il ponte sarebbero molto più stretti perché i fondi non mancano, il progetto esiste ed è un’opera che potremmo portare subito al tavolo del governo, chiedendo alla ministra di allargare l’area delle 130 opere prioritarie. – ha spiegato la Senatrice – Siamo riusciti far inserire nel piano del Ricovery Found la possibilità di un collegamento stabile tra Sicilia e Calabria. Ci sarà una fase in cui dovranno essere esaminati nuovamente gli studi di fattibilità e stiamo cercando di portare avanti il progetto definitivo.”

“La costruzione del ponte e di tutte le infrastrutture che auspichiamo per il Meridione, si inseriscono in un sistema logistico che oggi costituisce un’enorme ricchezza.” – ha dichiarato l’ing. Giovanni Mollica – “La logistica dei trasporti può essere per l’Italia quello che il petrolio è stato per i Paesi arabi.” Ha poi concluso il suo intervento ribadendo che non possiamo lasciarci sfuggire l’opportunità di mettere in atto questo progetto, dopo averne perse così tante.

 

Strutture metalliche: l’importanza di essere ben preparati per scongiurare incidenti

È di qualche giorno fa la notizia dell’esplosione avvenuta nel laboratorio di un’azienda a Morrovalle (MC), nelle Marche, in cui è rimasto ferito il titolare, intento a effettuare delle saldature quando è avvenuto lo scoppio.

Quella dove si è verificato l’incidente è una ditta di lavorazione del ferro e pare che l’uomo stesse effettuando una saldatura quando si è verificata l’esplosione, provocata, secondo le ricostruzioni, da un fusto vuoto ma contenente vapori di solventi.

Fortunatamente il ferito è stato prontamente soccorso dal proprietario di una ditta vicina, che, trovandolo privo di sensi, ha chiamato un’ambulanza che lo ha trasportato all’ospedale per un trauma cranico.

Incidenti come questo purtroppo possono capitare ed è bene essere ben preparati per scongiurarli, conoscendo approfonditamente argomenti tecnici come la marcatura CE EN 1090, il sistema di gestione per le saldature, la qualifica del personale e il controllo sui materiali.

Proprio per dare l’opportunità a valutatori nel settore costruzioni, a progettisti e a consulenti di accrescere queste competenze, il CNIM, Comitato Nazionale per la manutenzione, ha patrocinato il corso Controllo tecnico delle strutture metalliche, organizzato da Newcert. Le lezioni si svolgeranno online, tramite la piattaforma Zoom, i prossimi 21 e 28 dicembre.

 

Controllo tecnico delle strutture metalliche: il 21 e il 28 dicembre il corso su Zoom

Newcert, con il patrocinio del CNIM, Comitato Nazionale Italiano per la Manutenzione, ha organizzato per il prossimo 21 e 28 dicembre il corso Controllo tecnico delle strutture metalliche, che si svolgerà online, tramite la piattaforma Zoom, dalle ore 14.00 alle ore 18.00.

Si tratta di un’opportunità per valutatori nel settore costruzioni, progettisti e consulenti, di approfondire argomenti tecnici quali:

  • Marcatura CE EN 1090
  • Sistema di gestione per le saldature
  • Qualifica del personale
  • Controllo sui materiali

Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione a titolo gratuito e un attestato di profitto a pagamento.

Per maggiori informazioni e per iscriversi contattare Newcert a uno sei seguenti recapiti:

  • email: formazione@newcert.it
  • tel: 06.89161068

Sismabonus: istituita la Commissione di monitoraggio sulla Classificazione del Rischio sismico

Lo scorso 21 ottobre, il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, l’ing. Massimo Sessa, ha istituito la Commissione di monitoraggio delle Linee Guida per la “Classificazione del Rischio Sismico delle costruzioni”, prevista dal D.M. n.58 del 28 febbraio 2017, definito “Sismabonus”.
Compito della Commissione è valutare l’utilità delle Linee Guida nell’arginare gli effetti dei terremoti, salvaguardando le vite umane e contenendo i costi di ricostruzione.
Per le sue attività, la Commissione si avvarrà del contributo delle Istituzioni e di esperti tecnici per offrire risposte concrete e garantire la massima integrazione del Sismabonus con altri interventi normativi finalizzati anche alla riduzione del fabbisogno energetico.

Manutenzione di ponti e viadotti: si lavora all’aggiornamento della UNI 10985:2002

La legge sulle “Vibrazioni di ponti e viadotti” è attualmente oggetto di revisione da parte del gruppo di lavoro “Monitoraggio delle strutture” presso l’Ente di Normazione italiano (UNI).
L’aggiornamento della norma, recante le Linee Guida per l’esecuzione di prove e rilievi dinamici, punta a rinnovarne il contenuto alla luce dei recenti sviluppi tecnologici, nonché adeguarla alle “Linee Guida per il monitoraggio strutturale” definite dalla UNI/TR 11634.
Terminato il lavoro di revisione del testo normativo, sarà poi compito della Commissione “Acustica e Vibrazioni” il controllo tecnico finale.

Sicurezza sul Lavoro: i nuovi scenari della sicurezza al centro dell’evento organizzato dal CNI il 23.10.2020

Giunge all’ottava edizione la “Giornata Nazionale dell’Ingegneria della Sicurezza” organizzata dal CNI il 23 ottobre 2020.
Evoluzione professionale, nuovi approcci metodologici ed emergenza sanitaria i temi su cui relatori e professionisti di settore si confronteranno durante l’evento che per quest’anno sarà online.
La partecipazione è gratuita e vale 3+2 CFP (3 la mattina e 2 il pomeriggio) per l’aggiornamento delle competenze professionali degli Ingegneri.
Inoltre, per i partecipanti saranno riconosciute 3 ore come aggiornamento e formazione RSPP/ASPP/Coordinatori sicurezza cantieri.

È possibile consultare il programma dell’evento al seguente link

Ponte sullo Stretto: il progetto della Italferr promette di realizzarlo con costi e tempi ridotti

Di recente, il progetto del Ponte di Messina è stato inserito nel Piano Straordinario di Infrastrutture Nazionale accendendo un nuovo dibattito politico sul tema.
Tra le ipotesi avanzate per la sua realizzazione, si fa strada il progetto a cui sta lavorando Italferr. Un’alternativa interessante anche per il Presidente Cnim, Prof. Ing. Aurelio Misiti che, in una recente intervista al quotidiano La Sicilia, ne ha evidenziato gli aspetti positivi.
Il progetto della Italferr, se approvato, potrebbe essere realizzato in 4 anni e costare circa 2 miliardi di euro.

Il Ponte sullo Stretto: un’opportunità per l’economia meridionale

Il Presidente CNIM Prof. Ing. Aurelio Misiti, in un’ampia intervista rilasciata al giornalista Giovanni Pepi, ex condirettore della Sicilia, ha affermato che il Ponte sullo Stretto, se realizzato, trasformerà il Mezzogiorno in un importante centro economico e politico del Mediterraneo. Un’ ipotesi, questa, rafforzata dalla posizione favorevole dell’Europa che vede nel Ponte sullo Stretto la possibilità di ridurre le distanze commerciali con l’Africa, sottraendola così dalle attenzioni della Cina.

Durante l’intervista, il Presidente del CNIM si è espresso anche sulla bontà del progetto rispetto all’alternativa, ventilata nei mesi scorsi, di un tunnel sottomarino. Una soluzione quest’ultima incompatibile con la normativa italiana che sconsiglia fortemente la costruzione di tunnel in presenza di faglie attive, poiché in caso di eventi sismici, esporrebbe persone e cose ad un elevato rischio di sicurezza.

É possibile consultare le 4 sezioni dell’intervista al Presidente CNIM Prof. Ing. Aurelio Misiti al seguente link

Cantieri edili: per migliorarne la sicurezza intervengono i Quaderni Tecnici dell’Inail

Aumentare il livello di sicurezza nei cantieri edili temporanei e mobili è l’obiettivo dei Quaderni Tecnici pubblicati di recente dall’ Inail. Una raccolta di informazioni, leggi, norme tecniche e circolari che, prodotte nel corso degli anni, puntano a prevenire i rischi professionali dei lavoratori coinvolti nel montaggio, uso e smontaggio delle casseforme per calcestruzzo.
In passato, anche il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici si è interessato della sicurezza delle casseforme dedicando al tema un intero capitolo nelle “Linee Guida per la messa in opera e per la valutazione delle caratteristiche meccaniche del calcestruzzo indurito”, aggiornate nel 2017 mediante il decreto n. 361 del Presidente del Consiglio Superiore LLPP, l’ing. Massimo Sessa.
Tuttavia, il documento dell’ Inail si propone come strumento non solo di formazione e informazione ma anche di miglioramento per le piccole e medie imprese del settore.

È possibile consultare i Quaderni Tecnici al seguente link – https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-casseforme-quaderno-tecnico.pdf

Fabre: è realtà il Consorzio per la sicurezza di ponti e viadotti

Negli ultimi anni, la cattiva gestione della manutenzione dei ponti e dei viadotti è stata spesso al centro della cronaca italiana rivelando l’importanza di azioni strutturali per la loro messa in sicurezza.
A tale scopo mira il Consorzio Fabre: l’alleanza tecnico-scientifica nata di recente tra ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico e sostenibile) ed alcuni dei principali Istituti Universitari italiani (i Politecnici di Milano e Torino, le Università di Pisa, Padova, Perugia, Camerino, Messina, e Campania).
Una squadra di ingegneri e specialisti qualificati è stata chiamata a monitorare e valutare lo stato in cui versano le infrastrutture stradali in Italia e a coordinare le attività che riguardano la classificazione del rischio strutturale ed ambientale. In base alla valutazione dei vari rischi (statico, fondazionale, sismico, idrologico), i consorziati promuoveranno lo sviluppo e l’utilizzo di tecniche innovative negli interventi di riparazione e miglioramento delle strutture esistenti.
“La questione della sicurezza – così come ha commentato il Dirigente di ricerca Paolo Clemente – va affrontata ingegnosamente sia nella fase progettuale delle nuove strutture che nella valutazione e nel monitoraggio di quelle esistenti con sistemi tecnologici avanzati”.

Manutenzione delle infrastrutture: il Consiglio Superiore dei LLPP a lavoro per la redazione di Linee Guida sulla messa in sicurezza delle gallerie stradali

Il Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, l‘ing. Massimo Sessa, ha costituito un gruppo di lavoro per la redazione di Linee Guida su attività di indagini, ispezioni, manutenzione e messa in sicurezza delle gallerie stradali esistenti.
Un’esigenza resa necessaria a seguito del d.l.16 luglio 2020 n.76 recante misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale.
In un Paese, come l’Italia, che rappresenta il 50% dell’intero sviluppo della rete stradale transeuropea (TERN) ed è considerato il Paese europeo con maggior numero di gallerie stradali, risulta evidente la necessità di predisporre un documento tecnico in grado di assicurare l’omogeneità della classificazione e gestione del rischio, della valutazione della sicurezza e del monitoraggio delle gallerie esistenti.